Parigi-a marcia delle ipocrisie politiche e cio' che il mainstream non racconta

 Parigi-a marcia delle ipocrisie politiche e cio' che il mainstream non racconta

 Cristina Bassi
‘JE SUIS HYPOCRITE’-i nemici della libertà di stampa, dirottano "Charlie" a Parigi", sintesi e traduzione da 21CenturyWire.com e dalla rivista ebrea Jewish Journal. 
Dettagli e collegamenti che il mainstream "si dimentica" di raccontare...
Mentre mi accingo a pubblicare la traduzione, leggo queste ultime notizie (fonte in inglese):
Ed anche: 
L'impressionante manifestazione "anti-terrore” di domenica (u.s.), elogiata dai media globali come una "dimostrazione di solidarietà senza precedenti" non aveva l'intenzione di essere imbarazzante, ma lo è stata. 
La folla di milioni ha colpito, come ha colpito la varietà delle persone che l' hanno composta. Purtroppo, le nostre televisioni, quotidiani e siti web sono stati piu' interessati ad intonacare l'immagine sinistra e contratta dei nostri 50 ‘leader mondiali’, con le braccia strette "in un atto di
solidarietà”, in supporto ai “caduti” della rivista francese fumettistico-politica Charlie Hebdon.

Quel che era stato pensato per essere un momento kumbaya di "sindacato-globale" [nel senso di "unione" globale"] ha invece emanato l'odore distinto di opportunismo politico senza vergogna, in ciò che appare come "la foto delle visite ufficiali", del piu' grande evento del mondo e che puo' essere descritto come ..."alcuni dei leader mondiali piu' famosi, tutti appuntiti in abiti da 5000 $, cappotti in cammello e occhiali alla moda". 
La sola unica consolazione è che Tony Blair non si è invitato all'evento…
Eccoli in marcia. 
I leader dei mondi liberi...non-cosi-liberi. 
Normalmente questi imbroglioni astuti li riuniti, potrebbero anche fare un certo effetto, non fosse per il fatto che la piu' parte di questi partecipanti, dirigenti esecutivi dinastici, seguiranno tutti il proprio personale Progrom una volta tornati a casa.
(...) Il fatto che nè il Presidente nè il Segretario di Stato Americano fossero presenti alla parata domenicale, è stranamente appropriato, considerando come gli USA sono certamente tra i peggiori criminali, sopratutto in quei casi di alto profilo.
 Ad eccezione del caso del whistleblower della NSA, Ed Snowden (i commenti del giornalista Glenn Greenwald qui valgono certamente la lettura) che è stato costretto all'esilio sotto la minaccia di incarcerazione (o peggio) e di Bradley-Chelsea Manning (che attualmente si sta consumando in una prigione federale per aver agito nell'ampio interesse pubblico), il governo federale senza vergogna è veramente ostinato nell'estirpare qualsiasi notizia che riveli la sua corruzione fuggitiva.


Ci sono un paio di altri buoni esempi che mostrano quanto ipocrita sia tutta l'orgia politica parigina . La guerra del Presidente Obama contro l'azione di "spifferare" i segreti, lo ha visto usare, piu' di ogni altro leader nella storia USA, l' Espionage Act del 1917 .

Il whistleblower della CIA, John Kiriakou descrisse la situazione come uno scioglimento completo di libertà mantenute da tempo in USA.
 Costui spiega: 
“ E' una vergogna questo presidente che perseguita i whistleblower con un relitto legale, mentre i funzionari della amministrazione fanno acqua da tutte le parti con la loro impunità”. 
“E' stata la mia punizione per aver spifferato sul programma di tortura della CIA e per aver confermato alla stampa, nonostante le proteste del governo perchè fosse il contrario, che il governo USA era veramente in affari con la tortura.”

Persino maggiore è il caso del Generale James Cartwright, che spifferò sull'impiego illegale del virus STUXNET da parte del Pentagono: una operazione nascosta e incredibilmente rischiosa, progettata per destabilizzare impianti nucleari civili in Iran e anche per prendere di mira gli impianti in Russia. In teoria, questa spericolata azione mise a rischio milioni di vite innocenti, ma questo aspetto dello scandalo fu semplicemente evitato grazie ai media, straripanti nel loro appoggio aWashington.
 Cosi accade che sia stata una joint-venture tra gli Stati Uniti e Israele.
 Il crimine di Cartwright: fece trapelare ulteriori dettagli della storia sul New York Times, dopo che era già stata esposta al pubblico dominio; fu quindi accusato di spionaggio.
 Ironia vuole che l'operazione di racket di questo governo, fu organizzata dal Dipartimento della Giustizia e dal pit-bull legale di Obama, il Procuratore Generale Eric Holder, che nello scorso weekend, era invece a Parigi ma che per fortuna non si è fatto vedere nella "marcia per l'Unità".

Non paga di aver intimidito e rovinato la carriera di uno dei piu' decorati servitori del Paese, la Washington ossessionata dal segreto (ci viene anche detto che se non abbiamo fatto niente di male , non c'è niente di cui dobbiamo preoccuparci, giusto?)
 diede la caccia ad altri giornalisti, gettando un "effetto gelo" sulla stampa libera d'America.
 Come non bastasse, a Holder, che ha acchiappato gli eventi di Parigi vedendo in questi un'opportunità per vincere a buon mercato su delle posizioni politiche, è parso il caso di fare irruzione negli uffici della nuova agenzia della Associated Press (AP), alla ricerca di nomi e di fonti di contatto, che la AP stava usando nelle sue investigazioni sulla squadra islamica di terrrore e suicida nello Yemen, che si venne poi a scoprire era condotta da un doppio agente CIA e gestita segretamente dal boss dalla CIA John Brennan.
 Alla fine, come risultato dell'assalto sfrontato di Holder sulla stampa, alcune delle fonti di lunga data, da allora hanno smesso di "parlare alla AP’, ha detto il capo Gary Pruitt al National Press Club.

Ma non è finita.
 C'è anche James Risen, il giornalista che scrisse il libro “State of War.” (Stato di Guerra). 
Solo la settimana scorsa, il reporter del New York Times ha ricevuto un mandato di comparizione per testimoniare nel processo di un ex funzionario CIA, accusato di aver svelato informazioni classificate (segrete).
 Di nuovo, è un caso del governo, quello di tentare di dare un giro di vite ai reporters’,proprio per mantenere "segrete e riservate" le fonti , ma è certamente il caso del governo abusare del suo potere per nascondere i suoi crimini. 
Sembra sia solo ieri quando la Francia negò l'accesso nello spazio aereo francese, al Jet della Presidenza Boliviana e tutto per un "infantile sentito dire" che stesse contrabbandando Snowden a bordo. 
Dunque se Evo Morales non si fosse fatto complice degli ordini francesi, cosa avrebbero fatto ? Abbattuto un capo di stato? 

(...) In Gran Bretagna, David Cameron ha il suo sotterraneo di orrori che Westminster si impegna a tempo pieno a mettere sotto il tappeto. 
Oltre alle azioni nell'ombra della sua agenzia di spionaggio GCHQ, che lavora in concerto con la NSA in America, i governi britannici, la polizia, i membri dell'apparato giudiziario, sembra siano tutti collusi nel sopprimere la vile epidemia pedofila di VIP istituzionali
Dalle indicazioni che si riscontrano, paesi come gli USA e la Gran Bretagna stanno serrandosi nel loro vizio, non allentandolo.
 Gli stati di sicurezza occidentali attualmente sono impegnati in una guerra al whistleblowing (lo spifferare notizie,ndt) il cui obbiettivo finale è evitare che la stampa sia in grado di rivelare i crimini di alto livello, perpetrati da da coloro che sono in posizioni di potere.
 Tocca ai cittadini moralmente inclini, prendere una posizione di fronte alla tirannia di stato e sostenere gli sforzi dei whistleblowers e cio' che resta della stampa libera.

Libertà di stampa in Occidente? 
Oh, la vache! 
 Il Quarto Stato è già stato trasformato in una Quinta Colonna.
 L'ultima volta che abbiamo visto milioni di persone sulle strade di Londra, Parigi, New York e in dozzine di altre città, fu la vigilia della guerra in Iraq nel 2003 e i magnati mediatici come la BCC non si vedevano da nessuna parte, anzi fecero in modo di oscurare il vero numero dei manifestanti . Perchè?
 Perchè ciò che stava accadendo per le strade non si adattava alla volgare narrativa della loro spinta alla guerra, una guerra che i massimi media come la CNN e la BBC attivamente promossero
Ma per qualche ragione,  a Parigi, non hanno risparmiato, no expense e hanno buttato tutto il loro staff a coprire l'evento (in estenuante dettaglio).

 

 Anche Hollywood è entrata in scena. (...) L'holliwoodiano George Clooney dalle speranze politiche promettenti (si, avete letto bene) non si è perso l'opportunità di usare lo zeitgeist del giorno, ‘Je Suis Charlie’, per reinserire se stesso negli affari internazionali e questo la notte scorsa al Golden Globe Award. 

Mentre riceveva il premio per Cecile B. DeLux , Clooney ha fatto un breve sermone, affermando: 
“Erano leader di paesi di tutto il mondo e non hanno marciato in protesta,” ha detto. “Hanno marciato in sostegno dell'idea che non cammineremo nella paura.
 Non lo faremo. 
Quindi, ‘Je Suis Charlie.’ 
Grazie.”

(...) Il problema qui è che non sentirete mai Clooney, o qualsiasi altro contendente politico holliwoodiano, osare sfidare l'apparato di potere dello stato. 
Perchè? 
Risposta: causa il risucchio del potere e del denaro . 
George Clooney ha una iscrizione a vita al gruppo di lavoro del Bilderberg a New York City, il CFR (Council on Foreign Relations), dove orgogliosamente socializza e si fa le selfies con vari Amministratori Delegati, bankster ed anche con promotori di torture e falchi di guerra come Dick Cheney, Zbigiew Brzezinski, Hillary Clinton e molti altri. 

(...) Se pensate che siano affermazioni esagerate, dovreste considerare alcune indiscrezioni complessive sulla libertà, di alcuni di questi ‘leader mondiali’, che tutti addobbati percorrevano gli Champs-Élysées.
 Si, c'è spazio per tutti per migliorare, ma alcuni ne hanno piu' di altri.
 Ecco alcuni esempi interessanti di cio' che si potrebbe considerare essere "ipocriti", scritti da Simone Wilson del Jewish Journal… 
L'attacco a Parigi, mercoledi scorso, contro Charlie Hebdo, un fumetto satirico francese, attacco in cui sono morte 12 persone a mano di estremisti islamici, è stato uno dei piu' orrendi e simbolici assalti alla libertà di stampa, nella storia moderna. 
Tuttavia è lontano dall'essere il peggior atttacco terroristico, come quello in cui 2000 persone , incluse donne e bambini, sono stati massacrati in Nigeria dal gruppo terroristico Boko Haram, nello stesso giorno. 
E in termini di stampa libera, regimi oppressivi ed autoritari del mondo, hanno fatto ben di piu' che gli estremisti religiosi, per censurare i giornalisti del mondo, ovunque. (...) piu' di 50 leader mondiali si sono fatti vedere in manifestazione a gomiti uniti per una scandalosa parodia da PR (...) 
Eccone qui alcune delle peggiori :

Re di Giordania Abdullah II e la Regina Rania
(...) Ora c'è una legge in Giordania che permette al governo di chiudere tutti i siti che vuole; tale legge è stata usata su centinaia di siti, inclusi molti nuovi.
 L'estate scorsa, la sicurezza giordana ha compiuto un raid alla stazione tv Al-Abasiya ed ha arrestato piu' di una dozzina di persone.
 L'anno prima, dei giornalisti che stavano facendo un servizio per le elezioni, cosi viene riportato, hanno dovuto “affrontare molte difficoltà causa interferenza di forze di sicurezza” ed un reporter giordano-palestinese del Jerusalem Post è stato condannato a 15 anni di galera e lavoro forzato
(Per fortuna prima ha chiesto asilo politico). 
La Giordiania si trova ora al 153mo posto (su 183) nell'indice della stampa mondiale, al di sotto di Libia e Chad.
(Breve aneddoto: quando viaggiavo per la Giordania per il Jewish Journal, per coprire la crisi dei rifugiati siriani, i funzionari stampa del paese dissero che non potevo entrare nel campo rifugiati di Zaatari perchè il mio giornale era ebreo. (...) poi mi lasciarono entrare, ma la polizia giordana mi segui' ovunque e mi chiamò “Mossad”; mise un freno alle mie domande e mi interrompeva ogni volta che un Siriano diceva qualcosa che poteva farli mal apparire)

Il Presidente Ucraino Petro Poroshenko
In questo anno 5 giornalisti e due operatori dei media sono morti in Ucraina. 
Non si è trattato completamente di un errore del Presidente Poroshenko; (...) il Comitato di Protezione per i Giornalisti (the Committee to Protect Journalists (CPJ) riporta che da quando è stato estromesso l'ex presidente ucraino a maggio, Poroshenko ha fatto poco per migliorare la situazione. Sebbene la nuova amministrazione fosse stata “eletta dopo essersi impegnata ad una alleanza ad ideali democratici,” dice il CPJ, non hanno offerto alcuna nuova protezione per i giornalisti e hanno imposto nuove regole da “scorta militare” per le zone in battaglia.
 Hanno anche detenuto ed espulso alcuni giornalisti, quando il modo in cui coprivano la notizia a loro non garbava. 
"Esortiamo le autorità a supportare i giornalisti", ha detto CPJ". 
Potrebbero cominciare portando giustizia in coloro che hanno ordinato ed eseguito gli assalti ai corpi stampa in Ucraina, un anno fa. 
Ma invece sostengono Charlie Hebdo.

 
 by davidicke.com

Il Primo Ministro Israeliano Benjamin Netanyahu
Le libertà di stampa in Israele sono in genere vive e stanno bene, a parte uno o due intercettazioni telefoniche.
 Ma metti un dito fuori dalla linea verde con la Palestina (o mmh se vivi là) e i tuoi diritti evaporano all'istante.
 I giornalisti che coprono le proteste alla West Bank sono costantemente feriti o detenuti e 7 reporter Palestinesi sono stati uccisi nella recente guerra con Gaza, mentre indossavano i giubbotti della stampa. 
Questo intimidire con lo sguardo tra Netanyahu e Abbas durante la manifestazione di Parigi è cosa vera o è una immagine da photoshop?
pic.twitter.com/2tH9w6rp92-— Dalia Hatuqa (@DaliaHatuqa) 

 
by davidicke.com

Il Presidente palestinese Mahmoud Abbas
Abbas una volta gettò in prigione un giornalista palestinese perchè aveva paragonato la sua faccia a quella del detective francese in uno show della tv siriana. (Non è uno scherzo) 
Ma cio' di cui preoccuparsi non è la sua ipocrisia ma la sua tremenda e crescente crisi umanitaria.

 I neonati a Gaza letteralmente muoiono di freddo fino a morirne e questo proprio ora. (...) L'apparizione di Abbas alla marcia manifestazione per Charlie Hebdo manda un messaggio al mondo che la leadership palestinese si oppone a queste tattiche terroristiche dell'Islam e vuole essere vista come piu' moderata. 
Ma agli occhi della sua gente, Abbas sta semplicemente saltando su un altro aereo e questo rafforza l'opinione corrente, che Abbas ami il podio dell'ONU più della sua Palestina storica.
I'm not saying Abbas shouldn't be in Paris. I saying he should've been in Gaza before Paris — Palestine Video (@PalestineVideo) January 11, 2015

Ministro degli Esteri degli Emirati Arabi, SceiccoAbdullah bin Zayed al-Nahayan
C'è una lunga lista di giornalisti locali e stranieri che sono stati incarcerati negli Emirati Arabi durante la Primavera Araba, poichè apparentemente pendevano a favore della Muslim Brotherhood (Fratelli Musulmani) o semplicemente perchè tweettavano i processi di presunti membri della Fratellanza. 
Uno di questi giornalisti, di nazionalità egiziana, Anas Fouda, è stato trattenuto "incommunicado" per un mese, senza giudizio
Durante quel tempo, al CPJ ha detto di essere stato bendato, incatenato, interrogato e tenuto in confino solitario.
Why are the Saudi, UAE, Bahrain representatives not wearing their typical headgear? 
Coz it is banned in France, or for fear of Islamophobes?— 
Daniel Shunra (@shunradan) January 11, 2015

Ambasciatore in Francia dell'Arabia Saudita, Mohammed Ismail Al-Sheikh
E' offensivo il fatto che un funzionario dell'Arabia Saudita oggi mostri il volto fuori dall'ambasciata. Come sappiamo le donne non hanno il diritto di guidare in Arabia Saudita e i giornalisti sono costantemente tracciati e incarcerati per scrivere di questo.
 Potete immaginarvi che tipo di punizione viene data ad uno scrittore se insulta l'Islam. 
Nello stesso giorno, i funzionari dell'Arabia Saudita che hanno condannato l'attacco terroristico a Charlie Hebdo, hanno trascinato fuori dalla sua cella il blogger saudita Raif Badawi, che deve scontare una pena di 7 anni, e lo hanno frustato sulla pubblica piazza
Si è trattato della prima serie di 12 frustate che riceverà per aver criticato le dure leggi musulmane del paese.
 In uno dei suoi ultimi post dal blog, Badawi ha scritto: "Che ci piaccia o no, noi come parte della umanità , abbiamo gli stessi doveri e diritti che hanno gli altri... 
Che tutti noi si possa vivere sotto il tetto di una civiltà umana."

Saudi Arabia condemned the attack on #CharlieHebdo, then flogged a blogger for his stance on Islam. @wrightr reports: http://t.co/pvUP1BZ1Ur— The New Yorker (@NewYorker) January 11, 2015Il Ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov
Questo confonde un po' le idee.
 Il Presidente Vladimir Putin è stato un obbiettivo famoso di Charlie Hedbo; è stato spesso descritto come "il male". Se Charb (di Charlie Hebdo, ndt) e banda avessero pubblicato questi disegni sotto Putin, non ci sarebbero piu' da molto tempo.
 (lo stesso se Edward Snowden avesse pubblicato i documenti segreti che rivelano le tattiche della sicurezza interna di Putin)

Secondo il World Press Freedom Index, dal 2000 almeno 33 giornalisti sono stati assassinati in relazione al loro lavoro in Russia.
 E da quando Putin ha ripreso la carica nel 2012, "sono state adottate leggi sempre piu' draconiane. Sono stati presi di mira attivisti, blogger, media. 
La diffamazione è stata nuovamente criminalizzata, siti web messi in lista nera ed è ora piu' ampio il range delle attività che possono essere interpretate come "alto tradimento" .
 I 'valori tradizionali" sono usati per giustificare nuove restrizioni sulla libertà di informaizone, inclusa la criminalizzazione di 'propaganda omosessuale' e " l'insulto ai sentimenti dei credenti.'"
Ora che la Russia sta occupando la Crimea in Ucraina, anche da quelle parti vengono detenuti dei giornalisti. (...)
http://indaco-lasentinella.blogspot.it/
by Patrick Henningsen
traduzione Cristina Bassi per www.thelivingspirits.net

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