ISRAELE-La Cpi indaga su crimini di guerra-premier Benjamin Nenatyahu- “Non lasceremo che i soldati e gli ufficiali israeliani vengano trascinati davanti alla Corte dell’Aia”

ISRAELE-La Cpi indaga su crimini di guerra-premier Benjamin Nenatyahu- “Non lasceremo che i soldati e gli ufficiali israeliani vengano trascinati davanti alla Corte dell’Aia”

 Geopoliticha-Dopo che lo scorso 7 gennaio la Corte penale internazionale (Cpi) ha accettato la richiesta di adesione della Palestina, per cui il premier Benjamin Nenatyahu aveva affermato furiosamente che “Non lasceremo che i soldati e gli ufficiali israeliani vengano trascinati davanti alla Corte dell’Aia”, gli inquirenti hanno aperto un’inchiesta preliminare sulla “situazione” in Palestina per verificare se siano stati commessi “crimini di guerra”.
In una nota emessa dalla procura si legge che “L’ufficio condurrà la sua analisi in piena indipendenza e imparzialità” su quanto denunciato da Abu Mazen, ovvero sui presinti crimini di guerra compiuti dai militari israeliani in occasione della crisi di quest’estate, costata la vita a 2.200 persone, ma anche la distruzione di numerosi edifici, scuole e
strutture dell’Onu.
Il ministro degli Esteri israeliano Avigdor Lieberman, uno dei “duri” del governo israeliano, ha definito l’esame preliminare della Cpi come una “decisione scandalosa il cui unico scopo è giudicare e arrecare danno al diritto di Israele di difendersi contro il terrore”.

 “La stessa Corte – ha aggiunto – che non ha trovato motivo di intervenire in Siria dove ci sono stati più di 200 mila morti, o in Libia o in altri posti, trova appropriato ‘esaminare’ il più morale esercito del mondo in una decisione basata interamente su considerazioni anti-israeliane”.
 Ha poi minacciato che Israele agirà “nella sfera internazionale per ottenere lo smantellamento” della Cpi, “la quale rappresenta l’ipocrisia e mette le ali al terrore”.
Tuttavia anche sul piano politico le cose non vanno benissimo per il governo Netanyahu, caduto il 3 dicembre in seguito alle dimissioni delle “colombe” Tipzi Livni e Yair Lapid, responsabili dei dicasteri della Giustizia e delle Finanze, di non firmare la proposta di legge per la proclamazione di Israele quale “Nazione ebraica”, caldeggiata dai “falchi” Lieberman e Uri Ariel, ministro dell’Edilizia.
 I sondaggi danno infatti il fronte di centrosinistra, formato dai laburisti di Isaac Herzog e dal partito “Hatnua” di Livni, in testa in vista del voto che si terrà fra due mesi; il Likud del premier Benyamin Netanyahu è secondo.
 
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