SOGNO.....INTANTO PAGO

 SOGNO.....INTANTO PAGO

COSTA CARO IL CAFFE' A CASTIGLIONCELLO...... MA E' UN CAFFE' CHE FA SOGNARE..... ED IO INFATTI UN SOGNO CE L'HO...... SOGNO CHE UN GIORNO RIENTRANDO DA UNA GITA FUORI PORTA, ALL'INGRESSO DELLA VIA AURELIA ,VI TROVO TUTTI QUANTI ORDINATAMENTE APPESI OGNUNO AL SUO LAMPIONE, IN RISPETTOSA FILA INDIANA, IN BALIA DEL VENTO ,POSTURA TIPICA DEI CORPI SENZA VITA CHE PENZOLANO, COME MONITO PER COLORO CHE PENSASSERO DI ELEGGERSI A FUTURI AGUZZINI,COSI' COME L'ANTICA ROMA APPENDEVA I SUOI BRIGANTI SULLA VIA CASSIA, SOGNO TALMENTE INTENSAMENTE CHE HO GIA' VERSATO L'OBOLO,NELL'ATTESA CONTINUO A SUBIRE E PAGO,MA IL SOGNO CONTINUA....
IL SOGNO SI MANIFESTO' PER LA PRIMA VOLTA UN LONTANO GIORNO DEL 1977,NEL MESE DI LUGLIO CREDO, MI SEMBRA UN SABATO QUALUNQUE, ERA UN'ALTRA EPOCA QUELLA, AVEVO CIRCA 14 ANNI E MEZZO, ERO MOLTO
SVILUPPATO PER LA MIA ETA' E AMAVO IL MOTOCROSS.
ERO QUINDI UN FELICE POSSESSORE DI UN FANTASTICO CABALLERO 50CC,DA REGOLARITA',OPPORTUNAMENTE MODIFICATO IN LINEA CON I TEMPI ,QUEL SABATO DECISI DI ANDARE A FARE UNA CAPATINA IN UNA PISTA NATURALE NELLE COLLINE ANTISTANTI IL MIO PAESELLO CHIAMATA IL MASSACCIO,QUINDI PARTO LA MATTINA PRESTO IN JEANS E FRUIT BIANCA ,PER ANDARE A DIVERTIRMI  UN PO' E PER INCONTRARE QUALCHE AMICO CON LA MIA STESSA PASSIONE.
ARRIVATO SUL POSTO, DOPO POCHI GIRI PERO' MI SI ROMPE LA CATENA,IN MODO IRREMEDIABILE, ED ESSENDO ANCHE SCARSAMENTE ATTREZZATO PER LA RIPARAZIONE, NON MI RESTA CHE RIENTRARE CON LA MOTO A SPINTA E , OVVIAMENTE TUTTO SPORCO DI GRASSO NEL VANO TENTATIVO DI RIPARARE IL DANNO.
STIAMO PARLANDO DI UN AMBIENTE COLLINARE FUORI STRADA, QUINDI VI LASCIO IMMAGINARE LA FATICA CANE CHE FECI, MA A QUELL'ETA' NON SI SENTE NULLA, QUINDI DOPO UN PAIO D'ORE ABBONDANTI INIZIAI A ENTRARE NEL CENTRO ABITATO DEL MIO PAESE( VI FACCIO NOTARE CHE ALL'EPOCA I TELEFONI CELLULARI NON ESISTEVANO).
A QUEL TEMPO C'ERA UN PASSAGGIO A LIVELLO CHE OGGI NON ESISTE PIU' CHE PUNTUALMENTE TROVAI CHIUSO, QUINDI CON LA MIA MOTO A SPINTA ,MI FERMAI AD ASPETTARE CHE PASSASSE IL TRENO, CON TUTTI GLI OCCHI ADDOSSO DELLE ALTRE PERSONE A CAUSA DEL MIO LOOK MOLTO SPORCO, QUANDO IMPROVVISAMENTE MI SI AFFIANCA UN PULMINO FIAT 850 DEI VIGILI URBANI, CON ALLA GUIDA NIENTEMENO CHE IL COMANDANTE DEI VIGILI URBANI,IL FAMOSO NEDO CECCHINI, CHE POI AVREBBE GUIDATO IL CORPO PER MOLTI ANCORA A VENIRE.
TALE COMANDANTE, CHE TRA LE ALTRE COSE ERA LA PRIMA VOLTA CHE VEDEVO, SCENDE DAL PULMINO E SI DIRIGE VERSO DI ME CON FARE MINACCIOSO,E MI CHIEDE SECCAMENTE I DOCUMENTI, CHE PRONTAMENTE ESIBISCO, ASSIEME AL LIBRETTO DELLA MOTO.
INIZIA SPIEGARMI IN MALO MODO CHE E' TUTTA LA MATTINA CHE CERCA INVANO DI INSEGUIRMI E FERMARMI, MA CHE IO APPENA LO VEDO SCAPPO E LO SEMINO, MI DICE  CHE MI INSEGUE PERCHE' STAVO FACENDO IL PAZZO CON LE IMPENNATE NEL PIENO CENTRO DEL PAESE.
IO SUBITO SOLLEVATO DALLE SUE PAROLE,GLI FACCIO NOTARE CON ENTUSIASMO ,TIPICO DELL'INGENUITA' DI UN QUATTORDICENNE DI QUEI TEMPI, PER DI PIU' ANCHE UN PO' IMBRANATO, CHE NON ERA POSSIBILE, POICHE' ERO A FARE IL MOTOCRESS AL MASSACCIO, E COME POTEVA VEDERE MI SI ERA ROTTA LA CATENA E AVEVO IMPIEGATO 2 ORE ABBONDANTI PER RIENTRARE A PIEDI,E GLI FACEVO ANCHE NOTARE LE MIE CONDIZIONI PIETOSE.
PER NULLA CONVINTO DELLE MIE PAROLE, MI DISSE IN MALO MODO CHE MENTIVO, E CHE DOVEVO AIUTARLO A CARICARE LA MOTO SUL PULMINO PERCHE' INTENDEVA SEQUESTRARMELA, E IO DOVEVO SEGUIRLO AL COMANDO PER ACCERTAMENTI.
IO ANCORA OGGI MI CHIEDO SE SBAGLIAI QUEL PASSAGGIO, INFATTI INIZIAI A PROVARE PAURA, E VERGOGNA NELLO STESSO TEMPO PER LA GENTE CHE STAVA GUARDANDOMI E ASCOLTANDO LA CONVERSAZIONE, DALLA QUALE SI POTEVA SUPPORRE CHE FOSSI UN POCO DI BUONO, ALMENO CIO' ERA QUELLO CHE IO PENSAVO IN QUEL MOMENTO,PER CUI DISSI AL COMANDANTE, GUARDI C'E' MIO BABBO CHE E' SICURAMENTE AL BAR DATO CHE OGGI E' SABATO E LUI E' A CASA PERCHE' FA IL CAMIONISTA E RIENTRA SEMPRE IL SABATO, QUINDI IO ORA VADO DA LUI, E INSIEME VENIAMO AL COMANDO DA LEI,PERCHE' IO ORA HO UN PO' DI PAURA.
NON SO SE GLIELO DISSI IN MODO SGARBATO O CORTESE, PERCHE' TUTTO PRECIPITO' IN UNA FRAZIONE DI SECONDO, INFATTI LE MIE PAROLE SCATENARONO UNA REAZIONE FURIOSA NEL COMANDANTE, TANTO E' VERO CHE NON RIUSCI' NEMMENO A TERMINARE LA FRASE, CHE EGLI SI AVVENTO' SU DI ME, URLANDOMI "TI HO DETTO CHE TU ADESSO VIENI CON ME" E MI AFFERRO' CON UNA MANO AL COLLO E UNA AL PETTO DELLA MIA FRUIT BIANCA SPORCA DI GRASSO, E IL MIO ISTINTO FU QUELLO DI FARE UN PASSO INDIETRO.
ORA C'E DA CAPIRE UNA COSA, COME GIA' DETTO, PER LA MIA ETA' ERO GIA MOLTO SVILUPPATO, CON UNA FORTE PELURIA NEL TORACE, ED ALLORCHE' IL COMANDANTE MI AFFERRO LA MAGLIETTA AL PETTO, MI AFFERRO' ANCHE I PELI DEL TORACE, ED IO QUANDO FECI UN PASSO ISTINTIVO INDIETRO, MI STRAPPO' LA MAGLIETTA INSIEME AI PELI, E LI SUCCESSE IL GUAIO, SENTENDO DOLORE, SEMPRE INSTINTIVAMENTE SENZA ALCUN PENSIERO PREMEDITATIVO PARTI' LA MIA MANO CHIUSA A PUGNO E LO COPLII AL VOLTO,E LUI SI ACCASCIO' A TERRA.
IMPAURITO DA TUTTO CIO', FATICAVO ANCHE A CONNETTERE,  IMMEDIATAMENTE RIPRESI LA MIA ADORATA MOTO E INIZIAI NUOVAMENTE A SPINGERLA, VARCANDO IL PASSAGGIO A LIVELLO CHE NEL FRATTEMPO SI ERA APERTO,PER RAGGIUNGERE IL BAR DOVE SAPEVO ESSERE MIO BABBO, CHE DISTAVA POCHE CENTINAIA DI METRI.
RAGGIUNTO, IL BAR TROVAI IMMEDIATAMENTE MIO BABBO CHE STAVA GIOCANDO A CARTE CON DEGLI AMICI E APPENA MI VIDE MANCA POCO CHE GLI PRENDE UN COLPO, TUTTO SPORCO DI GRASSO, LA MAGLIETTA TUTTA LACERATA SUL PETTO, I SEGNI ROSSI SUL COLLO LASCIOTEMI DALLA PRESA DEL COMANDANTE, ED IO IN IN STATO DI EVIDENTE AGITAZIONE, RIUSCI' COMUNQUE BENE HO MALE A RACCONTARGLI L'ACCADUTO.
MIO BABBO DECISE SUBITO, INVECE CHE DI ANDARE AL COMADO DEI VIGILI URBANI, DI RECARSI AL COMMISSARIATO DI PUBBLICA SICUREZZA DISTANTE DA NOI CIRCA 300 METRI PERCORSI IN AUTO.
TENETE CONTO CHE DAL MOMENTO DEL FATTACCIO A QUANDO RAGGIUNGIAMO IL COMMISSARIATO  SARA' PASSATA AL MASSIMO MEZZ'ORA E SORPRESA DELLE SORPRESE, ALLORCHE' SCENDIAMO DI MACCHINA, PER SALIRE LE SCALE DELLA QUESTURA, INCROCIAMO IL COMANDANTE CECCHINI CHE STAVA A SUA VOLTA SCENDENDOLE PERCHE' AVEVA GIA' FATTO QUELLO CHE NOI VOLEVAMO FARE, OVVERO IN MEZZORA SI ERA GIA' PREMUNITO, DI CERTIFICATO MEDICO CHE ATTESTAVA UNA PRESUNTA FRATTURA DELLA MANDIBOLA, E MI AVEVA DENUNCIATO PER OLTRAGGIO,RESISTENZA E PERCOSSE A PUBBLICO UFFICIALE.
FUMMO RICEVUTI DALL'ORA DIRIGENTE DELLA QUESTURA,IL DOTTOR FICAI, CHE SENZA TANTI PREAMBOLI DECRETO' IL MIO IMMEDIATO ARRESTO E TRASFERIMENTO AL CARCERE MINORILE DI S. GALLO A FIRENZE.
A NULLA VALSE LA NS. PAROLA,LE NS. RIMOSTRANZE. ANCHE PERCHE' ERAVAMO IGNORANTI NELLA GESTIONE DI QUESTE COSE, NON ESSENDOCI MAI PASSATI, E INGENUAMENTE PENSAVAMO CHE BASTASSE SPIEGARE LE COSE PER QUELLO CHE ERANO PER OTTENERE GIUSTIZIA.
QUANDO  RIUSCII A METTERE A FUOCO LA SITUAZIONE DI IMPOTENZA, QUANDO VIDI LO SGUARDO DI MIO PADRE DISPERATO E IMPOTENTE DI FRONTE AL TONO IMPIETOSO CHE STAVA USANDO IL DOTTOR FICAI,E QUANDO SENTII DARE L'ORDINE DI CARICARMI IN MACCHINA PER IL TRASFERIMENTO A FIRENZE,FUI PREDA DEL PANICO, E IL MIO ISTINTO DI CONSERVAZIONE MI FECE TENTARE LA FUGA DA QUELLA STANZA, INFATTI RIUSCII A DRIBLARE TUTTI POLIZIOTTI ALL'INTERNO DELLA CASERMA, MA QUANDO ARRIVAI AD APRIRE IL PORTONE, FUI INESORABILMENTE PLACCATO DA DUE AGENTI CHE STANO RIENTRANDO, QUINDI FUI IMMOBOLIZZATO E AMMANETTATO E BEFFA DELLE BEFFE PER IL TRAFERIMENTO FUI AFFIDATO AD UNA PATTUGLIA DI VIGILI URBANI CHE MI AVREBBERO CONDOTTO AL CARCERE MINORILE DI SAN GALLO A FIRENZE, E COSI' AVVENNE RESTANDO PER TUTTO IL VIAGGIO AMMANETTATO.
TUTTO QUESTO AD UN RAGAZZINO DI 14 ANNI CHE DEL MONDO ANCORA NON CONOSCEVA NULLA.
C'E' ANCORA MOLTO DA SCRIVERE, SULLA MIA PERMANENZA AL MINORILE, E DI TUTTE LE CONSEGUENZE SULLA MIA VITA FUTURA UNA VOLTA USCITO, MA PER OGGI PREFERISCO FERMARMI QUA, OGGI HO 52 ANNI E FACCIO ANCORA FATICA A RIPERCORRERE QUEI MOMENTI.
QUELLO CHE VOGLIO SOTTOLINEARE, E' CHE A DISTANZA DI ANNI, IL COMANDANTE CECCHINI NON E' PIU' IN SERVIZIO, CE NE SONO STATI ALTRI CHE SI SONO AVVICENDATI, MA LA MENTALITA' NON E' MAI CAMBIATA, IL CECCHINI E' RIUSCITO A FARE FORMAZIONE CULTURALE CHE SOPRAVVIVE ANCHE DOPO DI LUI, ED IO CONTINUO A SOGNARE I LAMPIONI CHE MI RENDANO GIUSTIZIA.





INDACO-IL SOGNATORE

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