Morbo di Alzheimer: un esame del sangue per prevenirlo

Morbo di Alzheimer: un esame del sangue per prevenirlo

La scoperta cruciale nella lotta alla demenza senile arriva dagli Stati Uniti. Secondo la ricerca potrebbe bastare infatti un esame del sangue per prevedere il rischio di
sviluppare malattie degenerative come il morbo di Alzheimer. 
Dopo la pubblicazione nella prestigiosa rivista accademica Nature Medicine,
gran parte della stampa americana e inglese ha riportato la nuova
scoperta: i ricercatori hanno verificato che monitorare il livello di 10
particolari lipidi nel sangue potrebbe predire, con il 90% di
accuratezza nella diagnosi, il rischio di sviluppare Alzheimer entro tre
anni.
Demenza senile è un termine ombrello che racchiude circa 100 diverse
malattie tutte collegate con la morte delle cellule cerebrali: secondo i
dati rilasciati dalla Bbc, al mondo 44 milioni di persone siano
afflitte da qualche forma di queste patologie, un numero che ci si
aspetta possa triplicare entro il 2050. 
Il morbo di Alzheimer è la forma più comune (62% delle persone che
combattono contro la demenza): come le altre forme, è incurabile e
provoca un graduale danneggiamento del cervello che intacca memoria,
linguaggio, giudizio e capacità di analisi. 
Le medicine in commercio per il momento sono giudicate insufficienti
dagli stessi medici: uno dei problemi principali è che la malattia viene
spesso diagnosticata quando iniziano a presentarsi i sintomi, mentre in
realtà il cervello sta subendo una lenta erosione da anni. 
Questo, insieme al progressivo invecchiamento della popolazione mondiale
con l’allungamento della prospettiva di vita, ha portato i medici di
tutto il mondo a riconoscere la lotta contro demenza senile come una
priorità.

Da qui lo studio degli scienziati della Georgetown University di
Washington Dc che hanno analizzato campioni di sangue di 525 persone
over 70 nel corso di cinque anni. Tra questi, i ricercatori hanno
comparato le analisi dei soggetti sani a quelle di chi ha invece
sviluppato Alzheimer o altri tipi di demenza senile: il risultato è
stato sorprendente e ha evidenziato come la principale differenza tra i
due gruppi di persone fosse il livello di 10 lipidi nel sangue. 
Gli stessi markers, inoltre, hanno poi indicato ai ricercatori quali tra
i soggetti studiati avrebbe con tutta probabilità sviluppato qualche
forma di demenza senile negli anni successivi. 

«È
un grande passo avanti», ha commentato il professor Howard Federoff,
del Georgetown University Medical Center, «e penso ci sia il grande
bisogno di un test di questo tipo». 
Prevedere lo sviluppo dell’Alzheimer rappresenterebbe una svolta nella
ricerca medica, permettendo di sviluppare medicine da testare fin dalle
prime fasi di sviluppo della malattia. «Riuscire a rimandare il
presentarsi dei sintomi avrebbe delle enormi conseguenze anche solo
economiche, nei termini del costo di trattamenti e cure degli anziani»,
ha continuato Federoff. 

La speranza è infatti che dalla nuova scoperta si possano sviluppare
medicine in grado di ritardare o prevenire lo sviluppo dei sintomi
legati alla demenza senile, eventualmente fino ad arrivare a sottoporre
tutte le persone di mezza età a uno screening che possa identificare
rischi e contenere le conseguenze. «Prima di utilizzare questo esame del
sangue nella pratica clinica», ha però sottolineato Federoff, «è
necessario estendere lo studio, guardare ai grandi numeri».

fonte: http://www.lettera43.it/benessere/demenza-senile-un-esame-del-sangue-per-prevenirla_43675124354.htm
http://www.signoraggio.it/morbo-di-alzheimer-un-esame-del-sangue-per-prevenirlo/

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