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Un'esigua minoranza dell'umanità si è autoeletta superiore agli altri popoli, forte unicamente di una migliore tecnologia che si è evoluta di pari passo al loro distacco dalla spiritualità e dal rispetto della natura. Sigillati nel loro autodistruttivo modo di vita basato sull'economia stanno implodendo senza rendersene conto. Si credono superiori al punto che li lascia indifferenti il fatto che stanno segando il ramo su cui è seduto l'intero mondo"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino"..

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OGM-VOTO DELLA COMMISSIONE AMBIENTE DEL PARLAMENTO EUROPEO


OGM-VOTO DELLA COMMISSIONE AMBIENTE DEL PARLAMENTO EUROPEO 

“Ciascun singolo Stato europeo sarà libero di vietare sul proprio territorio gli OGM”… MA NE SIAMO PROPRIO SICURI ??
OGM, VOTO DELLA COMMISSIONE AMBIENTE DEL PARLAMENTO EUROPEO “Ciascun singolo Stato europeo sarà libero di vietare sul proprio territorio gli OGM”… MA NE SIAMO PROPRIO SICURI ??
Martedi 11 novembre la Commissione Ambiente del Parlamento Europeo ha votato, in seconda lettura, con 57 voti favorevoli, 11 contrari e 2 astenuti, un testo di proposta di modifica della direttiva 2001/18 sugli OGM, emendato rispetto a quello precedentemente ricevuto dal Consiglio Europeo
dell’Ambiente.
Le principali Associazioni ambientaliste, per la tutela dell’agricoltura biologica e la Coldiretti hanno espresso, all’unanimità, toni trionfalistici e di soddisfazione per il testo approvato.

L’Associazione NOGM, invece, pur apprezzando alcuni elementi positivi introdotti dalla Commissione Ambiente del Parlamento europeo, come ad esempio: il rafforzamento delle motivazioni ambientali, tra quelle invocabili dagli Stati membri per chiedere l’esclusione del proprio territorio dalla coltivazione di OGM; la raccomandazione rivolta all’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) di considerare, nella valutazione della sicurezza di un OGM, anche i rischi e i danni nel lungo periodo, invita alla cautela nel commentare il comunicato stampa della Commissione Ambiente del PE, riferito ad un testo non ancora reso noto, a quanto ci risulta.

L’unico testo per il momento pubblicato è il “PROGETTO DI RACCOMANDAZIONE PER LA SECONDA LETTURA”, presentato il 24 settembre 2014 proprio dall’Eurodeputata Frédérique Ries, la stessa relatrice della riunione della Commissione per l’ambiente del PE dello scorso 11 novembre.

Riferendosi quindi a quel documento noto, l’Associazione NOGM solleva riserve e perplessità su alcuni punti critici (che ci auguriamo siano stati emendati nel testo poi approvato dalla Commissione Ambiente l’11 novembre):

1. I numerosi e pesanti vincoli posti alla reale libertà di uno Stato di
decidere il divieto di coltivare OGM, che espongono a possibili contenziosi
legali con le “corporation” produttrici di ogm o anche solo con singoli, ma agguerriti, agricoltori pro-ogm (e in Italia ne abbiamo!), come ad esempio l’art.
26c (3): “…a condizione che tali misure siano conformi al diritto
dell’Unione, motivate e rispettose dei principi di proporzionalità e di
non discriminazione e, inoltre, che siano basate su FATTORI
IMPERATIVI”…chi deciderà se lo SM si sia basato o meno su FATTORI IMPERATIVI?!
O ancora come l’art. 26 c (5):“Qualora… uno Stato membro ritenga che CIRCOSTANZE
NUOVE ED OBIETTIVE giustifichino un adeguamento dell’ambito
geografico dell’autorizzazione”…chi deciderà se lo SM si sia basato o meno su
CIRCOSTANZE NUOVE ED OBIETTIVE?!
alcune ambiguità nel testo, che potrebbero alterare l’attuale processo autorizzativo degli OGM (limitando facoltà oggi possedute dagli SM per presentare obiezioni sul loro impatto ambientale e sulla salute), come ad esempio l’art. 26 c (3):“Tali motivazioni possono essere addotte… ma, IN OGNI CASO, NON DEVONO CONTRASTARE CON LA VALUTAZIONE DI RISCHIO AMBIENTALE effettuata a norma della presente direttiva o del regolamento (CE) n. 1829/2003”.

3. Permane, inoltre, l’inopportuna istituzionalizzazione del ruolo delle multinazionali durante l’iter di autorizzazione degli OGM, in modo molto simile a quanto già previsto nel testo presentato dal Consiglio europeo dell’Ambiente; sostanzialmente, dove quest’ultimo prevedeva che lo SM dovesse chiedere l’esclusione del proprio territorio dalla coltivazione OGM alla multinazionale notificante (tramite la Commissione)… nel testo presentato il 24 settembre dall’Eurodeputata Ries, “uno SM può chiedere alla Commissione di sottoporre al notificante/richiedente la richiesta formulata da detto Stato membro…”; in pratica, nel testo proposto dalla Ries, lo SM deve chiedere alla Commissione di chiedere, a sua volta, al notificante… dov’è la sostanziale differenza col precedente testo del Consiglio europeo dell’Ambiente? In entrambi i casi si creerebbe un grave precedente nella legislazione europea: il riconoscimento di un ruolo istituzionalizzato delle multinazionali nella discussione tra Stati Membri e UE per l’autorizzazione di un OGM!

In sintesi, l’Associazione NOGM ritiene che, per esprimere un giudizio motivato sul testo di Proposta di modifica votato l’11 novembre scorso dalla Commissione Ambiente del PE, sia necessario attendere di conoscerne la versione integrale e ufficiale; altrimenti si corre il rischio di costruire castelli di entusiasmo dalle fondamenta incerte.

WPI Word Press International
Ufficio Stampa Nazionale
Associazione NOGM

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