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Un'esigua minoranza dell'umanità si è autoeletta superiore agli altri popoli, forte unicamente di una migliore tecnologia che si è evoluta di pari passo al loro distacco dalla spiritualità e dal rispetto della natura. Sigillati nel loro autodistruttivo modo di vita basato sull'economia stanno implodendo senza rendersene conto. Si credono superiori al punto che li lascia indifferenti il fatto che stanno segando il ramo su cui è seduto l'intero mondo"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino"..

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JE SUIS PEPPA PIG - IL MAIALE OFFENDE L’ISLAM, LONDRA LO SFRATTA DAI LIBRI SCOLASTICI

JE SUIS PEPPA PIG - IL MAIALE OFFENDE L’ISLAM, LONDRA LO SFRATTA DAI LIBRI SCOLASTICI

PREMESSA-A dimostrazione che la mamma degli imbecilli e' sempre incinta, e che chi ci governa dovrebbe occuparsi di tutto all'infuori che governare i popoli,vi diamo nota di questo articolo-
ognuno si faccia le sue idee , noi le nostre ce le siamo gia' fatte
la sentinella meditabonda
 QUALSIASI ILLUSTRAZIONE DI SUINI, REALI O DI FANTASIA: L’ORGOGLIO DEL MONDO LIBERO APPESO A PEPPA PIG: UNA QUESTIONE DI LIBERTA’ DI ESPRESSIONE E, IN QUESTO CASO, PURE DI DIGESTIONE
Peppa Pig è solo la punta dell'iceberg: se uno legge la direttiva britannica antimaiale, scopre che gli autori per bambini dovranno “astenersi dal disegnare suini e loro derivati” -
 La raffigurazione del maiale è “offensiva” per chi ha certi precetti religiosi: secondo gli
inglesi non solo ti resta sullo stomaco, ma a qualche musulmano può dare alla testa...
Federico Novella per “Libero Quotidiano”
PEPPA PIG
Je suis Peppa Pig. 
Siamo tutti maiali.
 Lo so, detta così è un po’ forte. 
Ma è una questione di libertà di opinione, espressione, e in questo caso pure di digestione.
 A questo punto siamo arrivati. 
Ci tocca difendere nel nome dell’Occidente un cartone animato a forma di suino. 
Dopo che il Financial Times ha storto il naso sulle vignette che ironizzano sull’islam e si è rifiutato di ripubblicarle, adesso per evitare incidenti con le altre confessioni, hanno sfrattato Peppa Pig dalle scuole britanniche.

PEPPA PIG

Così, senza neanche una letterina di preavviso. 
La prestigiosa Oxford University Press, uno dei principali editori per le scuole del Regno Unito (che vende libri in 200 paesi nel mondo) ha deciso di bandire dai manuali scolastici qualsiasi illustrazione di maiali, reali o di fantasia, «al fine di non turbare i piccoli ebrei e musulmani». 
Avete letto bene: il maiale «turba» gli scolari. 
La raffigurazione del suino è «offensiva» per chi ha certi precetti religiosi. 
Secondo gli inglesi non solo ti resta sullo stomaco, ma a qualcuno può dare alla testa. 
E di questi tempi, non si sa mai. 
Diciamolo subito chiaramente: censurare Peppa Pig è una tragedia.

PEPPA PIG

Anzi, per restare in tema, una porcata. 
Tutti i papà con bambini teledipendenti dovranno inventarsi metodi alternativi per intrattenere i pargoli.
 E poi, scusate: cacceranno dai libri anche la storia dei tre porcellini? 
E nella «Vecchia Fattoria ia-ia-oh», metteranno un bip al posto dei grugniti? Evidentemente, per gli intellettuali inglesi, a scuola è meglio essere asini che maiali.

PEPPA PIG LE SERATE HARDCORE AD ARCORE

Ma Peppa Pig è solo la punta dell'iceberg. 
Se vai a leggere bene la direttiva britannica antimaiale, scopri che gli autori per bambini dovranno «astenersi dal disegnare o illustrare verbalmente suini e loro derivati».
 Cioè, capito?
 Non solo il maiale in sé, ma anche i derivati del suino da oggi sono banditi dai libri di testo dei sudditi di Sua Maestà.

PEPPA PIG BATTE TUTTI GLI SHOW TV

Insomma, raffigurare una salsiccia, un culatello, o una porchetta di Ariccia, da oggi è sacrilegio. 
Il capocollo?
 Il sanguinaccio?
 Non sta bene.
 È un insulto alimentare nei confronti delle minoranze religiose.
 Dobbiamo dedurre che anche la foto di un piatto di bucatini all'amatriciana con pancetta, sia una provocazione bella e buona (soprattutto buona).

E la polenta con la luganega? 
Irrispettosa. 
E la guerra di civiltà scatenata dal Culatello di Zibello?
 E vogliamo parlare della totale mancanza di rispetto della sopressata cilentana?
 Tutti derivati offensivi del suino, che evidentemente fanno schizzare in alto la tensione internazionale, oltre che i trigliceridi. 
Facciamo così. 
Già che ci siamo normalizziamo non solo i disegni, ma anche le parole. 
“Maiale” suona brutto: troviamo un sinonimo più affettato e meno offensivo. Tipo: “Quadrupede rosaceo”. 
La stampa si aggiorni: non vogliamo più sentir parlare di “Porcellum” nelle cronache politiche.
 Non nominate il nome del suino invano.


Per dire, occhio anche alle imprecazioni: anziché “porcocane”, non sarebbe meglio un più diplomatico “Perbaccolina”?
 Chi l'avrebbe mai detto.
 Dopo il presepe e l'albero di Natale, adesso a chiedere aiuto, nell'impari lotta contro il politicamente corretto, è uno dei tesori più saporiti della nostra civiltà: il cotechino. L'orgoglio del mondo libero è appeso a un wurstel.
 Per carità: salviamo Peppa Pig e i suoi derivati dal tritacarne della censura. 
Perché del maiale, e di tutto il nostro patrimonio culturale, non si butta via niente.
 
http://indaco-lasentinella.blogspot.it/

1 commento :

  1. Ho apprezzato molti commenti in questo blog, ma questo lo disapprovo.
    Motivi che la carne non fa bene, soprattutto a coloro che poi finiscono nel piatto, in particolare quella del maiale è tra le peggiori per la coscienza.
    Peppa pig, hahahah, se sapeste cosa ci sta dietro, ovvero che tipo di messaggio subliminale nasconde, non lo difendereste per niente con la scusa di libertà di stampa ed altri motivi.
    Buon conto faccio tanti auguri che la comprensione delle cose "occulte" venga a galla.
    Renzo

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