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Un'esigua minoranza dell'umanità si è autoeletta superiore agli altri popoli, forte unicamente di una migliore tecnologia che si è evoluta di pari passo al loro distacco dalla spiritualità e dal rispetto della natura. Sigillati nel loro autodistruttivo modo di vita basato sull'economia stanno implodendo senza rendersene conto. Si credono superiori al punto che li lascia indifferenti il fatto che stanno segando il ramo su cui è seduto l'intero mondo"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino"..

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venerdì 15 novembre 2013

Il tifone Haiyan ha devastato le Filippine con la potenza pari ad una atomica

Il tifone Haiyan ha devastato le Filippine con la potenza pari ad una atomica

15 nov 2013 - il presidente delle Filippine, Benigno Aquino, ha dichiarato lo stato di calamità naturale nel paese per rendere più rapidi ed efficaci i soccorsi nelle zone distrutte dal tifone Haiyan, che a partire dalla fine della scorsa settimana ha causato enormi danni e la morte di moltissime persone: la stima ufficiale del governo è ferma a 255, ma i racconti di testimoni e soccorritori fanno pensare che alla fine saranno moltissime di più. La grande perturbazione, tra le più forti ad aver mai raggiunto la terraferma, ha portato piogge copiose, 
venti fortissimi con raffiche oltre i 270 chilometri orari e onde sulla costa alte fino a 15 metri. In alcune zone in poche ore sono caduti 40 centimetri di pioggia, causando inondazioni e lo straripamento di diversi fiumi e torrenti.

Il governo filippino nel suo bollettino, pubblicato nelle prime ore di lunedì (quando in Italia era domenica notte), parla di 255 persone morte, di 71 feriti e di 38 dispersi, ma secondo molti osservatori e soccorritori sul campo i numeri sono destinati ad aumentare enormemente. Le preoccupazioni maggiori riguardano la città di Tacloban, capoluogo della provincia di Leyte, dove Haiyan ha distrutto migliaia di abitazioni. Si ipotizza che solo nella zona siano morte fino a 10mila persone, mentre altre centinaia di morti si sarebbero verificate nelle zone confinanti. Il governo per ora è stato molto cauto e ha diffuso solo il numero delle morti accertate, senza fare previsioni sui prossimi bilanci, ma ricordando che il dato aumenterà nei prossimi giorni. Nella giornata di lunedì sono circolate voci su un possibile aggiornamento a 900 persone morte, ma mancano conferme ufficiali
Il tifone ha danneggiato almeno 23mila abitazioni, ma anche in questo caso il numero non è definitivo e continua ad aumentare ad ogni bollettino governativo. Lo stesso vale per le persone interessate direttamente da Haiyan, 9,6 milioni, e dalla quantità di sfollati che supera 600mila persone. La maggior parte di queste ha trovato riparo e soccorso nei centri di raccolta organizzati dal governo, ma ci sono migliaia di persone ancora abbandonate a loro stesse, soprattutto nelle aree dove è più complicato fare arrivare i soccorsi.
Alla BBC il capo della Croce Rossa delle Filippine, Richard Gordon, ha spiegato che al momento la situazione è a dir poco “caotica, ma speriamo migliori man mano che arriveranno risorse e soccorsi”. Nelle prime ore dopo il passaggio del tifone gli sforzi si sono concentrati per ripulire le strade dai detriti, in modo da consentire ai mezzi di soccorso di raggiungere le aree più interessate. Migliaia di persone sono da giorni senza acqua potabile e faticano a trovare cibo, ma la situazione è in miglioramento grazie all’arrivo dei soccorritori. Potrebbero comunque esserci rallentamenti nelle operazioni durante le prossime ore a causa del passaggio di una nuova perturbazione, molto meno devastante rispetto ad Haiyan, ma che porterà comunque nuove piogge.
Molte nazioni hanno annunciato di avere inviato risorse e mezzi di soccorso verso le Filippine. Gli Stati Uniti hanno messo a disposizione navi e operatori per i soccorsi umanitari, mentre in Australia è stato approvato lo stanziamento di 9 milioni di dollari per dare aiuto alle Filippine. Si sta muovendo anche l’Unione Europea con un piano che tenga conto delle principali emergenze sul territorio e basato sulla costruzione di nuovi centri di raccolta per gli sfollati.


Intanto nelle ultime ore Haiyan ha proseguito il proprio viaggio verso nord raggiungendo le coste del Vietnam. Non è più un tifone, avendo perso forza durante il passaggio sulle Filippine, ma è comunque una tempesta tropicale molto forte con venti che arrivano a quasi 160 chilometri orari. Nelle zone più a rischio del Vietnam sono state sfollate circa 600mila persone e per ora ci sono notizie di almeno 11 morti, avvenute nelle fasi di preparazione in vista dell’arrivo della tempesta. Secondo le previsioni in meno di due giorni Haiyan porterà fino a 20 centimetri di pioggia, causando inondazioni e lo straripamento dei fiumi. Il brutto tempo interesserà anche la capitale Hanoi e alcune zone turistiche molto rinomate sulla costa nord-orientale.


http://www.ilpost.it/2013/11/11/live-haiyan-filippine-foto/http://terrarealtime.blogspot.it/2013/11/il-tifone-haiyan-ha-devastato-le.html

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